Blessed who has patience!

 

An action of mercy for who has patience…l’atto di misericordia di chi ha pazienza

Ecco, noi chiamiamo beati quelli che sono stati pazienti

Lettera di Giacomo 5,11

Si dice che la pazienza è la virtù dei forti, ma nell’anno del Giubileo straordinario cominciato l’8 dicembre in coincidenza con il 50° della chiusura del Concilio, la pazienza è anche la virtù dei misericordiosi. E in momenti così difficili dovrebbe diventare la virtù di tutti. Papa Francesco ricorda come allora i vescovi di tutto il mondo decisero che la Chiesa doveva “parlare agli uomini del proprio tempo in modo più comprensibile” per “annunciare il Vangelo in modo nuovo”. “La Chiesa sentiva la responsabilità di essere nel mondo il segno vivo dell’amore del Padre”.

Un amore paterno e materno “fatto di tenerezza e compassione, d’indulgenza e perdono”

 

Papa Francesco qui.press

Un amore che non chiude un occhio sul peccato, ma apre le braccia al peccatore…il Giubileo pone l’accento su due esperienze: il pellegrinaggio e le opere di misericordia corporale e spirituale.Sembra sorprendente che il riferimento alle opere si apra con un richiamo alla riflessione che invece è necessaria dato che il mondo è cambiato rispetto al XII-XIV sec quando le opere furono sistematizzate per la catechesi del popolo. Quattordici atti di misericordia tra cui spicca quella della sopportazione paziente delle persone moleste.

Tutti siamo potenzialmente “molesti” perché abbiamo dei limiti e possiamo risultare antipatici. Quando tale attitudine si associa a posizioni di potere, a ruoli familiari o relazioni sociali quotidiane il disagio non è facilmente evitabile e può diventare opprimente. Oltre all’impegno di rendersi meno molesti possibile, al cristiano è chiesta la virtù della paziente sopportazione, cioè dell’accoglienza dell’altro nonostante i suoi limiti. Questo è possibile e doveroso.Papa Francesco Pasqua qui.press

A nostra volta siamo accolti dalla misericordia di Dio che per primo ci ama nonostante i nostri peccati.

L’essere accolti è un motore di cambiamento

Attenzione però. Sopportazione non è sinonimo di rassegnazione, ma esprime vero amore per l’altro, un amore realistico, colmo di speranza ma che tiene conto dei limiti.  A volte, le persone decidono di migliorare se stesse non perché rimproverati o puniti ma per ricambiare chi li accetta per quello che sono. L’essere accolti è un motore di cambiamento.

Buona Pasqua a tutti!

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