Claudia Pandolfi

Non bisognerebbe  volere una quota rosa nella vita sociale

…ma un sistema che premi il merito

Il cinema è una delle sue più grandi passioni da sette otto anni a questa parte ma c’è qualcuno che ha preso il sopravvento, il figlio Gabriele e il nuovo compagno, il produttore Marco De Angelis. Con l’annuncio di una seconda gravidanza l’attrice dovrà dividersi tra lavoro e amore per la famiglia ma per lei va bene anche così perchè giocare con i  lego è sempre stato il suo passatempo preferito.

Fuori dal lavoro cosa ti piace fare?

Adoro il mare e se posso faccio le immersioni che sono un’altra mia grande passione. Un tempo facevo acrobatica ora non la faccio più, ho paura di andare in palestra e farmi male…la ginnastica artistica era lo sport che facevo da ragazza. Quando ero adolescente aveva preso il sopravvento stavo molto in palestra e avevo delle ambizioni. Poi sono cresciuta, sono diventata troppo alta, sai, le ginnaste sono più minute, ma se non avessi fatto l’attrice avrei fatto l’atleta di ginnastica artistica.

Nulla è andato perduto. Anzi si diceclaudia pandolfi8jpg che altezza è metà bellezza, anzi nel tuo caso è stata tutto…

Ma ci sarà sempre qualcuno più alto di me o più bravo di me. La bellezza è negli occhi di chi guarda.

Quanto ti ha facilitato il fatto di essere una bella donna?

Ma guarda è stata una cosa da gestire in quanto tale. Bisogna fare i conti con il proprio corpo e quello che mi veniva detto era di esaltare un certo aspetto dalle mia persona, cioè la femminilità, la decorazione del corpo, la bocca carnosa. Mi veniva suggerito di dipingerla e di mettere i rossetti. Era una forzatura della mia natura, infatti me lo sono ritrovato da adulta e questo mi rende, secondo me, anche più bella. Quando ci si capisce, si ha anche un’idea di se stessi più rispondente alla realtà…insomma io mi sento più a mio agio adesso di quando avevo 20 anni, ecco.

Come tante ragazze hai cominciato con i concorsi di bellezza, quanto è rimasto di Miss Italia e di quell’esperienza del ’91?

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Mi è rimasto un ricordo molto forte che si può sintetizzare con due parole: faticoso e innaturale. Questo poi mi ha permesso di affacciarmi al mondo del cinema, anche lì mio malgrado. Fu Michele Placido a cercarmi tra le ragazze di Miss Italia però non avevo ambizioni in questo campo. Prima di allora andavo in palestra, con un discreto lavoro quotidiano, c’era poco altro da fare. Era più importante essere disciplinate e forti che belle. Poi gli anni Ottanta hanno svelato il corpo delle donne e dato il via a certi atteggiamenti che  mi sono ritrovata addosso. Quando mi trattavano da bella per me era un gioco e anche i servizi fotografici non erano così naturali.

Tante serie tv tra cui Romanzo siciliano, E’ arrivata la felicità e una filmografia di tutto rispetto tra cui I più grandi di tutti di Carlo Virzì. 

Sì, ruoli molto diversi come tra l’altro mi capita ultimamente e sono molto contenta di questo. Nel film di Virzì si trattava della storia di quattro musicisti, i Pluto. Grazie ad un giornalista fan che decide di fare un articolo e organizzare un concerto, sono costretti a rimettersi insieme. Però nel frattempo ognuno aveva cambiato strada. Io ho interpretato Sabrina una bassista con un passato discutibile di tossicodipendenze e una vita condotta in modo caotico e sregolato. Anche lei aveva fatto altre scelte. Si era sposata con un borghese e conduceva una vita da borghese ma non appena ne ha avuto l’occasione torna sul palco e si sente subito a suo agio tanto che non tornerà mai più alla vita di prima.

Il film di Virzì aveva qualcosa di vero o autobiografico dato che sei stata sposata con il musicista Roberto Angelici?claudia pandolfi 3

No, è una storia inventata ma in fondo la verità c’è ovunque. Lo stesso regista aveva una band di provincia che si chiamava gli Snaporaz. Marco il leader dei Pluto fu leader dei Mascià un altro gruppo…ora non ci sono più ma la realtà italiana è fatta di gruppetti musicali di provincia che hanno un loro pubblico e un momento di gloria. Basta guardarsi intorno per vedere che i locali dove si fa musica dal vivo sono sempre di meno. Ci stiamo impoverendo purtroppo …a favore di un altro sistema di fruizione della cultura. Io non faccio la musicista, faccio a male pena l’attrice, però Roberto mi ha dato la possibilità di suonare. Cosa che non avrei mai immaginato, siamo stati insieme tanti anni e abbiamo messo al mondo un figlio, lui mi ha donato la chiave per aprire al porta della musica da fruitrice e da ascoltatrice. Adesso suono tanto, la batteria e il pianoforte  una cosa che mi piace tantissimo ma, tranquilla, lo faccio solo in casa a porte chiuse.

Com’è stato lavorare con un regista italiano?carlo Virzi Guarda Carlo è un amico, è presente nella mia via da molti anni. Ha preso parte a Ovosodo e a tutti i film di Paolo Virzì, ci conosciamo da tanti anni ed è stato un regista perfetto per quel film perché la materia la conosceva bene, inoltre abbiamo più o meno la stessa età, è un gran talento e secondo me è un ragazzo simpatico.

Qual è il regista con cui vorresti lavorare nel futuro? No questo ho imparato a non dirlo più. Anche dove ho sofferto ne ho tratto un insegnamento. Per me è stata un’esperienza importante lavorare con tutti anche quelli pessimi. Certo ci sono persone simpatiche, altre dispotiche e scostanti, ne ho conosciuti tanti ma non te lo dirò mai…non ce n’è uno che eleggo mio regista ideale, ci sono molte persone a cui voglio bene, capito…come gli attori ho avuto partner eccezionali e altri meno ma per correttezza non li rivelerò mai.

Qual è stata la chiave del  successo?

Non so dirti…è stata importante sia la notorietà che mi ha dato Un medico in famiglia, sia la possibilità che mi diede Riccardo Milari di fare un doppio ruolo in Auguri professore, è stato importantissimo il piccolo ruolo in Cosmonauta. La cosa bella è riuscire a alternare cinema e televisione, un grande lusso che ho cercato di proteggere nel tempo non dandomi per persa quando il cinema non mi voleva perché facevo troppa televisione. Quanto al teatro l’ho fatto un paio di volte nella vita, dieci anni e nel 2013 è stato faticosissimo e bellissimo. Un’esperienza che probabilmente rifarò…vediamo. E’ un universo che affronterò in punta dei piedi.

Peggior difetto e pregio di Claudia Pandolfi?claudia pandolfi

Guarda possono essere la stessa cosa? Questa arma a volte mi ha salvato la vita altre mi si è ritorta contro è la volubilità che mi ha creato molti problemi diplomatici perchè viene scambiata per ambiguità o per schiettezza. E’ una caratteristica che molti apprezzano ma crea molti danni.

Come sei come mamma?

Allegra, sportiva, agile e responsabile. Cerco di dare più strumenti possibile a mio figlio perché lui ce la faccia da solo, quindi cerco di essere presente ma non ingombrante.

Qualche anno fa un incidente ti ha portato all’ospedale con le costole e lo sterno rotto, un polmone bucato e naso e bocca distrutte..però tu hai dichiarato che quello è stato il giorno più bello della tua vita, la pensi ancora così?

Si, nei momenti neri cerco di trovare la luce, oppure in un momento luminoso inquinare quella pace apparente. Sono un po’ inquieta e in quell’occasione drammatica ho dovuto trovare la luce. Niente è scritto su un libro. Noi scegliamo ogni volta quello che ci succede ci sono degli incastri con alcune persone che si rivelano moto dannosi e lo scopri solo allora. Quello fu proprio un incidente. Nulla a che fare con le relazioni con il mondo del lavoro o il mondo dei fotografi. E’ stata una carambola di eventi ma il fatto che io sia sopravvissuta senza riportare nessun segno è meraviglioso e mi basta. Sono abbastanza fatalista e questo mi ha aiutato a guarire in fretta…

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Cosa c’è nel tuo futuro a parte il figlio in arrivo?

Il mio futuro….ma tu guardi troppo lontano, no, no, non il mio futuro è quello che preparerò stasera per cena, cose di questo tipo.

Sei una brava cuoca? Cosa preparerai per cena?

Ma guarda ieri ho fatto il passato di verdure che è avanzato e propinerò a mio figlio che gli fa bene. Per me ancora non so, poi dipende da chi c’è in casa, mia sorella per esempio cucina molto bene forse meglio di me. Ma io…si, cucino se serve ma ho avuto intorno a me gente che usa i fornelli in maniera splendida, da mia nonna, a mio padre, tutti cucinano, i miei zii e parenti stretti hanno negozi di alimentari e macellerie quindi ho avuto sempre prodotti genuini in casa. A volte con questa scusa dico, va beh ci pensi tu?

Qualche anno fa  hai dichiarato che le donne in Italia non hanno grandi possibilità, sono in sella al cavallo ma rimangono nella stalla, a cosa ti riferivi?

Ok, sono passati anni, ma la situazione è sempre quella, si sente meno la necessità di fare una gara, prima c’era una competizione interna suggerita dal maschio dominante adesso io sento meno questa cosa. Se non ora quando era un movimento al quale ho aderito perché non mi sentivo mi rappresentata. Forse non bisognerebbe  volere una quota rosa nella vita sociale ma un sistema che premi il merito. Guardo agli altri paesi e vedo che sono sempre un passo avanti.

Vorresti lanciare un messaggio o un saluto… sei stata così carina che hai carta bianca…

Ma sei tu che sei stata gentile non ti preoccupare che se mi fanno delle domandacce io non sono disponibile, tu mi hai fatto raccontare molto di me, mi hai fatto parlare addirittura del mio ex marito…è questo il punto….allora mi concedi questo spazio?claudia pandolfi6

Certo!

Decido di stare zitta e mi concedo un momento di riflessione. Taccio per una cosa che invece ti dirò nella prossima intervista, quindi ci penso su…è già molto che io pensi prima di parlare!

Grazie Claudia

 

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